In Belgio, un italiano di 69 anni, è stato autorizzato ad utilizzare il proprio sperma per la procreazione medicalmente assistita (Pma) anche se precedentemente era stato dato parere negativo da parte dell’Agenzia di biomedicina (Abm) francese. L'uomo vive infatti in Francia con la moglie trentatreenne. L’Agenzia di biomedicina ha dovuto accettare, creando un precedente, l’esportazione del seme congelato nonostante avesse rifiutato il consenso per limiti di età. E’ una vicenda giudiziaria che dura da anni: nel 2013 la coppia aveva deciso di procedere con la procreazione medicalmente assistita utilizzando lo sperma congelato a seguito di trattamenti contro il cancro, ma l’Abm, negò la possibilità di utilizzo in base all’articolo 141-2 del Codice di salute pubblica, che sancisce che per fare la Pma «la coppia, formata da un uomo e una donna, deve essere in età fertile». Mancando il limite di età, i coniugi si sono rivolti ai giudici, e a febbraio l’Agenzia di biomedicina è stata condannata dal Tribunale amministrativo di Montreuil che ha considerato la «situazione della coppia» e non solo l’età e a marzo la Corte amministrativa d’Appello di Versailles ha confermato la sentenza.
(Sintesi redatta da: Balloni Flavia)