L'allungamento della vita di cani e gatti (e altre specie animali) segue, di pari passo, quello delle persone. Nonostante questa dinamica, il gap tra le persone e i propri animali domestici rimane tale.
Dunque sorge un problema. Se un anziano, intorno ai 70 anni prende un cane di pochi mesi, non è per nulla improbabile che, vivendo 18 anni, l'animale sopravviva alla persona o passi gli ultimi anni con una persona talmente malata da non potersene più occupare.
Che fine farà? Bisogna immaginare che, cani abituati a dormire su comodi letti, finiscano gli ultimi anni nella gabbia di un canile.
La soluzione potrebbe essere prendere un cane adulto, sempre che il personale delle oasi di protezione animali si adoperi proponendo in adozione cani anziani con un carattere che si adatti facilmente a persone anziane: per non ingenerare situazioni di incompatibilità che potrebbero obbligare a decisioni drammatiche per tutti.
Avremmo così persone anziane che recuperano la gioia di vivere e cani anziani che vivono gli ultimi anni con il conforto diuturno di una carezza.
(Fonte: tratto dall'articolo)