Il decreto dignità potrebbe significare per le famiglie italiane, un aggravio dei costi delle spese per colf, badanti o baby sitter, con un aumento che può arrivare a 160 euro l’anno. Con l’obiettivo di contrastare la precarietà il governo ha aumento i costi a carico delle imprese, che ad ogni rinnovo dovranno pagare un contributo aggiuntivo dello 0,5%, che si somma a quello base dell’1,4%. Ne è stata esclusa la pubblica amministrazione ma non il lavoro domestico, per cui il contributo aggiuntivo va pagato anche per i rinnovi dei contratti a termine di colf, badanti e baby sitter. I conti sono stati fatti da Assindatcolf, l’associazione dei datori di lavoro domestico, e la stima è in un documento depositato due giorni fa presso le commissioni Finanze e Lavoro della Camera che stanno esaminando il decreto. Per il Vicepresidente di Assindatcolf Andrea Zini ciò potrebbe portare ad un crescita del lavoro nero. Le associazioni delle famiglie chiedono da tempo la totale deducibilità delle spese sostenute per pagare i collaboratori domestici in regola, quindi non solo i contributi ma anche gli stipendii pagati a colf e alle badanti. Ad oggi si possono dedurre solo i contributi, fino a un massimo di 1.500 euro l’anno e i contributi per le badanti di persone non autosufficienti, fino a un massimo di 200 euro l’anno.
(Sintesi redatta da: Balloni Flavia)