Potevano essere impressionanti gli uccelli appena nati, i vermi sotto le pietre o i duelli dei partiti elettorali dentro televisori dalla voce roca. I nostri pensieri giovani avevano la consistenza del sangue dei galli da combattimento, che pioveva dalle piume alla sabbia. Ora osserviamo i salti nel fuoco che siamo costretti a fare quando non abbiamo più memoria, le bestemmie scritte in aria e i ricami della storia. E dal passato una voce mi ricorda che i papaveri sono alti alti alti e che nel parcheggio non si poteva giocare a pallone. Erano i tempi in cui i vecchi non si chiamavano ancora anziani e mischiavano vino rosso e spuma, nel bar erano i sacerdoti di tutto. Qualcuno di noi era già in grado di sparare con una carabina a piombini al lampione in fondo alla via, qualcuno di spostare la macchina di suo papà in cortile e altri di praticare autoerotismo senza giornaletto. «Ascolta! Sembra una sirena!». «No... si chiamano Led Zeppelin». Nel vecchio pollaio scorrevano le biglie perché le galline erano state sfrattate, ai bordi della fontana melmosa crescevano le dalie con i loro petali stretti, come se avessero paura di tutto, anche di profumare. La Dalia è un fiore fifone, ma mi è sempre stato simpatico e ci sono andato parecchio d’accordo...
(Fonte: tratto dall'articolo)