La pelle contribuirebbe a regolare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca in condizioni di scarsa presenza di ossigeno. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista eLife dagli scienziati dell'Università di Cambridge (Regno Unito) e del Karolinska Institute di Solna (Svezia), secondo cui la scoperta potrebbe aiutare a comprendere se il modo in cui l’organismo reagisce quando ha “fame” di ossigeno potrebbe aumentare il rischio di sviluppare l’ipertensione. Gli autori spiegano che quando un tessuto riceve poco ossigeno - per esempio, perché ci si trova ad alta quota o in risposta a inquinamento, fumo o obesità -, il flusso di sangue che vi è diretto aumenta. I risultati dello studio suggeriscono che la risposta della nostra pelle ai bassi livelli di ossigeno può avere effetti sostanziali sul modo in cui il cuore pompa il sangue nell’organismo. La bassa presenza di ossigeno, temporanea o prolungata, è una condizione comune e può essere correlata all’ambiente naturale o a fattori quali il fumo e l'obesità.
(Fonte: tratto dall'articolo)