Le truffe agli anziani via telefono rappresentano il nuovo affare, redditizio, della criminalità comune. Il meccanismo è rodato e da anni si ripete sempre uguale a sé stesso. I casi sono all’ordine del giorno in tutta la Campania, le forze dell’ordine vengono sommerse di decine di segnalazioni ogni giorno. Nelle ultime settimane è diventato di moda telefonare a casa di persone anziane e, preferibilmente, sole qualificandosi magari come legali e dicendo che un nipote è stato arrestato e che occorre, subito, versare una somma di denaro da versare all’avvocato che già ne perora la causa al fine di fargli riacquisire subito la libertà.
In questo caso bisogna diffidare immediatamente: il sistema giudiziario italiano non è quello statunitense e, da noi, non c’è mica l’istituto giuridico della “cauzione” da depositare. Capita a volte, però, che la persona da raggirare sia un po’ diffidente. E che chieda così di avere altre notizie, di essere rassicurato sulla vera identità del suo interlocutore magari chiedendogli di mettere giù il telefono in modo tale da poter richiamare a casa del parente che chiede l’aiuto. Qui viene in aiuto dei truffatori una tecnica semplicissima: far restare il telefono occupato in modo tale da rispondere direttamente, facendo intendere all’anziano di aver risposto dal numero che questi ha chiamato per essere sicuro di parlare con nipote/figlio.
Per questo occorre ricordare ai propri parenti, specialmente ai più anziani, che nessuno ha l’obbligo di consegnare denaro a chiunque. Se ci sono da pagare multe, “cauzioni”, ci sono le modalità previste dalla legge che non sono certo quelle della consegna di contanti in mano.
(Fonte: tratto dall'articolo)