“In ognuno di noi esiste un essere musicale che è possibile raggiungere”, si può tradurre attraverso queste parole il senso delle due giornate di attività, confronto e ricerca, sulle strategie terapeutiche non farmacologiche, l’utilizzo del linguaggio musicale nelle Rsa e la creazione di un coro con malati di Alzheimer, che si tengono a Mantova il 16 e 17 dicembre.
Si raccontano musicisti, musicoterapeuti, geriatri, familiari, ricercatori scientifici, volontari e operatori. Uniti tutti dal desiderio di approfondire l’importanza della relazione tra musica e patologie di Alzheimer e con l'intento di condividere il progetto che vede il suo momento clou con l’esibizione del Coro “Voci d’Argento”.
Si tratta del primo coro con queste caratteristiche in Italia che comprende anziani, parenti, volontari e musicisti della “Nuova scuola di musica”. Un evento "corale" incentrato sulla persona, l'incontro, il canto.
"Le canzoni hanno il potere di evocare, sono mezzi intermediari con cui parlare della vita, dell’amore, della morte, degli addii - spiega Roberto Bellavigna responsabile del progetto “La musica della vita” - il canto aziona il controllo della respirazione, rilassa, attiva ponti semantici, accompagna, sostiene, aumenta il ricordo fino ad amplificarlo, è gioia, malinconia, diventa persona, innamoramento”. Stimolare gli anziani che vivono in una casa di riposo attraverso la musica significa alleviare la malattia ma anche “curare il loro quotidiano” perché il benessere passa attraverso le relazioni, gli incontri umani, gli scambi artistici e creativi.
(Fonte: tratto dall'articolo)