Gli anziani che soffrono di fibrillazione atriale prendono dalle 16 alle 20 compresse al giorno. un quantitativo difficile da gestire per chiunque, figuriamoci per un over 75, che spesso sono quindi a rischio per l'assunzione di tutte queste pillole.
Nasce per risolvere questi ed altri problemi simili il progetto «Osservatorio comorbidità nei grandi anziani con Fibrillazione Atriale», realizzato dall’Health Web Observatory . Sono state fatte due indagini; una su un campione di 500 pazienti anziani over 65 con fibrillazione atriale e l’altra su un campione di medici composto da 200 cardiologi, 200 internisti/geriatri e 200 medici di medicina generale.
E' emerso che la maggior parte dei pazienti (81%) soffre anche di altre patologie. Un paziente su tre infatti ha difficoltà a ricordare di assumere il farmaco ogni giorno. Esistono ora dei distributori automatici di pillole settimanali, oltre a numerose app per ricordare quando bisogna prendere le pillole. C'è anche la possibilità di fornirsi di uno strumento di registrazione del battito cardiaco, che permette la registrazione degli episodi di aritmia, che possono essere inviati via mail al medico. In alternativa alla terapia farmacologica si può procedere all’ablazione, procedura che elimina i circuiti elettrici responsabili della fibrillazione atriale.
L’Osservatorio ha poi avanzato delle proposte: «Chiediamo che si adotti la valutazione multidimensionale tipica della geriatra che include l’esame complessivo dello stato di salute analizzando nei singoli pazienti le condizioni fisiche, cognitive, affettive, ma anche le altre patologie di cui soffre, la condizione sociale, la capacità di assumere la terapia correttamente ad esempio effettuando uno screening dello stato sensoriale perché possono esserci difetti di vista, udito o dei cosiddetti movimenti fini che, per esempio, rendono difficile dosare bene delle terapie in goccia»
(Sintesi redatta da: Balloni Flavia)