L'applicazione del principio di sussidiarietà ha richiamato l'attenzione sul ruolo delle risposte domiciliari e territoriali, nonché delle responsabilità familiari, nei processi di costruzione del sistema di welfare e di sostegno agli anziani fragili. All'auspicabilità dell'orientamento per il ben-essere del soggetto non autosufficiente non sempre, però, ha fatto seguito lo sviluppo di una progettualità effettivamente condivisa tra gli attori della comunità e adeguata alla multifocalità e pervasività dei bisogni.
Non di rado le reti naturali si trovano a fronteggiare le esigenze in uno stato di parziale o completo isolamento. L'unica risposta praticabile risulta essere l'assunzione di un'assistente familiare, spesso straniera, per la quale l'abitazione della persona accudita diventa possibilità di alloggio, oltre che di un'occupazione, precaria, a volte sottopagata e poco riconosciuta nella sua funzione. L'home care, da soluzione ottimale ed economicamente sostenibile, finisce così con il trasformarsi in un welfare fatto in casa, con tutti i rischi che ne possono conseguire per i soggetti coinvolti.
Il volume affronta il tema del rapporto anziano-famiglia-assistente familiare, configurandosi come ulteriore sviluppo di un percorso di ricerca pluriennale, articolato in progetti dedicati a questioni specifiche, affrontate con prospettive e metodologie complementari, in differenti contesti spazio-temporali. L'indagine propone, da un lato, di ricostruire i punti di forza e di debolezza dei programmi di assistenza all'anziano e delle reti che ne curano l'attivazione, dall'altro di immaginare soluzioni per una presa in carico virtuosa, capace di valorizzare il contributo delle relazioni di solidarietà e reciprocità, di sostenere l'interscambio e la cooperazione tra risorse formali e informali attraverso il riconoscimento di buone pratiche. (Fonte: www.francoangeli.it)