E’ la storia, purtroppo l’ennesima, di metodi assurdi nell’applicazione delle sanzioni sul divieto di circolazione per strada. Un racconto fatto su Facebbok dalla nipote Giorgia Romanengo di Busalla (Ge). Inizia con la descrizione di un dolore: la malattia del nonno e si conclude con quella di un’amarezza: la multa per aver violato la quarantena da coronavirus.
Da quando c'è stata la diagnosi, circa una volta a settimana il nonno di 84 viene accompagnato all’ospedale S.Martino di Genova per essere curato. Trasportare un malato oncologico all’ospedale richiede sempre molte attenzioni e le precauzioni in questo periodo sono maggiori. Inoltre le terapie sono stremanti e l'anziano è molto stremato. È necessario che ad accompagnarlo vi siano due persone, sostiene Giogia perché, nonostante nonno abbia un attestato di invalidità del 100%, i malati sono tanti e un posteggio vicino alla struttura non si trova mai. Per cui occorre che uno stia alla guida e cerchi parcheggio e che qualcun altro lo accompagni”.
Dopo l'ultima visita avvenuta il 22 marzo scorso la madre di Giorgia e lo zio si sono diretti verso l’autostrada di Genova ovest e e sono stati fermati dai vigili urbani per un controllo. Alla donna è stato contestato di essere una presenza superflua perchè ad accompagnare l'anziano avrebbe docuto essere una sola persona. Inutile il tentativo di contestare la multa di 373 euro, per il vigile quella della donna era una scusa. Queste le conclusioni di Giorgia che spiega di non avercela con i vigili. “Le nuove normative prevedono che in un veicolo circolino solo due persone, ma in questo momento così complicato per tutti, mostrare almeno un briciolo di umanità, di empatia è fondamentale per andare avanti. Ho visto tornare a casa mia madre stanca, sconfortata, arrabbiata, umiliata ma soprattutto offesa da un’uomo che riduce 14 mesi di fatiche e sofferenze in una trasgressione da punire".
(Sintesi redatta da: Carrino Antonella)