In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori dell’Università della California di Berkeley hanno dimostrato che il sangue di un individuo giovane non può essere utilizzato come un rimedio anti-aging. Al contrario, sembrerebbe che il sangue di un individuo in età avanzata abbia il potere di accelerare l’invecchiamento cerebrale di uno giovane. Durante la sperimentazione, gli studiosi hanno scambiato il sangue di alcune coppie di topi, ciascuna composta da un roditore giovane e da uno vecchio. Hanno, quindi, analizzato l’eventuale presenza di segni di ringiovanimento nell’esemplare anziano ma l’indagine non ha evidenziato miglioramenti significativi nel topo in età avanzata. Ha dimostrato invece l’esistenza di un decadimento in quello giovane: è stata rilevata una significativa riduzione della produzione neuronale. Annota Irina M. Conboy, coordinatrice dello studio: " Nel sangue anziano sono presenti inibitori della salute cerebrale e della crescita, che dobbiamo identificare e rimuovere per migliorare le facoltà mnemoniche degli anziani."
(Sintesi redatta da: Marcello Mamini)